Nel mondo ci sono attualmente circa 1,76 miliardi di utenti di smartphone. Il numero aumenterà di un miliardo entro il 2018. Il trend positivo dei dispositivi mobili continua dunque a salire: il 2014 è stato probabilmente l’ultimo anno in cui i siti Web visitati dal computer sono stati più di quelli visitati tramite smartphone e tablet.

Circa i tre quarti degli svizzeri possiedono uno smartphone. La tendenza è in rialzo. Un quarto degli acquisti online viene già effettuato tramite smartphone e altri dispositivi mobili. Eppure non tutti i gestori di siti Web hanno ancora reagito a questo trend. È evidente quando si esegue la scansione di un codice QR su un annuncio, un poster o un furgone e si viene rimandati a un sito Web che non viene visualizzato correttamente sul cellulare. Per questo oggi sono richiesti siti sui quali possono navigare anche gli utenti di smartphone, phablet e tablet, ossia siti dal design responsive, nei quali non è necessario ingrandire, scorrere, girare a seconda del tipo di dispositivo per usufruire facilmente dei contenuti.

Responsive design: cos’è esattamente?
In linea di massima i visitatori possono accedere a tutti i siti Web da qualunque dispositivo. Se si tratta di un sito responsive, si presenterà al meglio su tutti i dispositivi – smartphone, tablet, ma anche PC e laptop –, poiché la pagina visualizzata si adatta automaticamente e in modo flessibile allo schermo, indipendentemente dalla risoluzione, dalla dimensione dei pixel, dalla grandezza, dalle proporzioni e dal sistema operativo installato. Il responsive web design (RWD) affianca o posiziona uno sotto l’altro gli elementi della pagina, in modo che rimangano sufficientemente grandi. Naturalmente il responsive design è sensibile anche ai dispositivi di interazione collegati, siano essi una tastiera o un mouse.

Diverse strade verso la felicità
Oltre al design responsivo vengono utilizzate anche altre possibilità. Alcuni gestori creano siti Web mobili con URL propri accessibili in particolare a smartphone e tablet. Altri realizzano siti Web adaptive. La differenza con le pagine responsive sta nel fatto che i contenuti non si adattano allo schermo, ma vengono predefiniti singolarmente per ogni tipo di dispositivo. Ciò che più somiglia al responsive design sono i siti Web liquidi. La differenza è sostanzialmente una: mentre con il responsive design le immagini si rimpiccioliscono fino a un formato prestabilito, nei siti liquidi le foto vengono adattate in maniera proporzionale all’intera visualizzazione, fino a diventare –a seconda del dispositivo – quasi irriconoscibili.

Responsive design

Perché non creare semplicemente un sito mobile e un sito normale?
Gestire parallelamente un sito Web mobile e un sito convenzionale ha i suoi vantaggi: il design e il layout possono essere adattati perfettamente nel dettaglio ai singoli dispositivi di output. In particolare, l’utilizzo (digitazione touch o navigazione con il mouse) è soggetto a regole diverse che possono essere così osservate. Non è un caso pertanto che provider di portali importanti, come ad esempio i siti di notizie, optino spesso per questa variante (anche a causa dei diversi tempi di caricamento). Dall’altra parte la cura e la manutenzione di due siti paralleli comporta costi superiori, dal momento che il design deve sempre essere adattato a nuovi dispositivi. Il passaggio al responsive design comporta sicuramente un maggiore investimento iniziale, che si ripaga tuttavia nel tempo. Inoltre responsive significa al tempo stesso migliore frequenza di rimbalzo e – fattore ancora più importante – maggiore conversion rate.

Google ama il responsive design
Ciò che Google non apprezza particolarmente è il “duplicate content”, ossia un identico contenuto per due siti Web con URL diversi. Il problema può essere risolto con le pagine responsive. Con l’update Hummingbird del 2013 Google ha iniziato a preferire i siti responsive, adattandosi alle caratteristiche dell’utilizzo sui dispositivi mobili: con gli smartphone molti utenti effettuano già le proprie ricerche tramite riconoscimento vocale, spesso pronunciando intere frasi come “Dov’è il miglior ristorante cinese nei paraggi?”. Google si è preparato all’analisi di tali catene di parole chiave, dando un peso e una valutazione diversa delle singole parole. Nel nostro caso Google ci mostrerà una pagina dei risultati con una lista dei ristoranti cinesi valutati positivamente. Nelle linee guida per i Webmaster, Google consiglia esplicitamente di utilizzare il responsive design. La lista dei risultati viene mostrata di conseguenza: se si effettua una ricerca da un dispositivo mobile, Google adatta i risultati alle esigenze dell’utente. Ad esempio non compaiono le pagine che hanno bisogno di Flash. Le pagine responsive, al contrario, vengono spinte verso l’alto. Presto verrà inserita sulla pagina anche un’icona raffigurante un cellulare per evidenziare che il sito è ottimizzato per i dispositivi mobili. Evidentemente Google ritiene il RWD fondamentale. Il ranking dei siti responsive è nettamente migliore anche sui computer tradizionali.

Responsive design: non solo dal 2015

Sandro Bertschinger

Sandro per un periodo relativamente lungo è rimasto dell'avviso che i computer non fossero così divertenti. Il suo apogeo fu un Amiga 500, utilizzato come “game-machine”. All'avvento di Internet e della concomitante possibilità di costruire pagine web "cool", il tema dei computer iniziò a trasferirsi al centro dei suoi interessi. Nel 2001 la sua strada si incrociò con quella di una ditta che si occupava di Internet.

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