Si tratta in fondo di una questione di procedimento: hai uno o più dispositivi sui quali vuoi leggere le tue mail, e da qualche altra parte c’è un server che riceve le tue e-mail e te le mette a disposizione. Per far sì che questi comunichino fra loro sono necessarie delle regole, ovvero un protocollo e-mail.

Sia POP3 che IMAP funzionano bene. Ma non entrambi si adattano ugualmente bene al tuo modo di trattare la posta elettronica. Per questo devi riflettere con attenzione prima di fare la tua scelta. Entrambi sono consolidati: POP3 esiste già dagli anni ’90 e anche IMAP esiste ormai da oltre dieci.

POP3: la tua casella di posta nel tuo ufficio postale
Quando è stato definito il protocollo POP, il suo inventore si è ispirato al modo tradizionale in cui funzionava la distribuzione della posta semplice, ovvero attraverso una casella di posta. Lo si può immaginare così: il server è l’ufficio postale che hai scelto, ad esempio Bern Bümpliz. La posta che è destinata a te viene consegnata nella tua casella postale. Se ritiri di persona la posta, sarai tu a doverti occupare dell’archiviazione. Quindi, in ufficio getti le cose che non ti interessano e le altre le metti in un raccoglitore a cui avrai sempre accesso. Una volta che la donna delle pulizie svuota il cestino, le lettere che hai gettato saranno sparite per sempre. Irrecuperabili.
Tradotto in linguaggio PC: il tuo programma di posta, ovvero il mail client POP, accede al server mail POP. Al posto delle chiavi della casella di posta usa nome utente e password. Se questi sono corretti, il client scarica le nuove e-mail sul PC locale e dopo aver concluso il download le cancella dal server POP che è quindi nuovamente vuoto e pronto a ricevere altri messaggi. Le e-mail le lavori sul PC locale: le archivi in cartelle sul disco rigido, rispondi e così via. Tutte queste funzioni sono svolte dal tuo programma di posta locale. Questa soluzione ha uno svantaggio: nel caso tu voglia elaborare le tue e-mail su diversi computer, sorgono dei problemi. Infatti, se hai scaricato l’e-mail sul tuo PC di casa ed è quindi stata cancellata dal server, il tuo computer al lavoro non sarà più in grado di trovarla. Prima di aprire un’e-mail devi quindi decidere su quale computer vuoi elaborarla e archiviarla.

Possiedi un solo PC sul quale leggi le e-mail? E non usi lo smartphone per la posta elettronica? Allora sei un tipo da POP. Un tantino fuori moda ma rimani fedele alla tradizione e ne sei contento.

Quale protocollo e-mail vuoi usare? POP3 o IMAP?

Accesso sempre e ovunque alle proprie e-mail con IMAP
IMAP è l’evoluzione logica del protocollo POP. Sembra essere molto moderno: non hai più bisogno di andare alla casella di posta perché accedi alle tue mail in remoto. Ovvero, una volta inserite le chiavi giuste (vale a dire nome utente e password) ti viene inviata una copia della tua posta. La casella di posta elettronica IMAP è enorme: tutti i messaggi rimangono memorizzati fino a quando non li cancelli. La copia dell’e-mail la puoi ricevere sul cellulare, sul PC al lavoro o sul laptop. Nel caso tu voglia organizzare la tua posta (compiendo operazioni come “copia messaggio nella cartella”, “crea nuova cartella”) questo avviene sul server. Il vantaggio: le cartelle la puoi vedere dal tuo cellulare o da un altro dispositivo dal quale effettui il login. Hai inoltre accesso alle e-mail inviate ovunque tu sia. Un’e-mail letta sul PC viene segnata come letta anche sul tuo cellulare. Quindi ritrovi lo stesso status su tutti i dispostivi: le e-mail non sono più salvate sul terminale, ma rimangono sul server.

Anche una questione di sicurezza
Sia POP o IMAP: Per entrambe le varianti si dovrebbe consentire la trasmissione criptata dei dati. Inoltre, un buon fornitore effettua regolarmente un backup dei dati del suo server. Cosa che invece spesso a casa si dimentica.

In conclusione: se il tuo fornitore ti offre la possibilità di usare IMAP ed effettua regolarmente i backup di sicurezza sul server, hai chiaramente una soluzione migliore e più flessibile.

Domanda da un milione di dollari: POP3 o IMAP?

Thomas Brühwiler

Thomas Brühwiler riveste la carica di Head of Communication presso Hostpoint ed è inoltre responsabile delle attività nel settore Social Media. Tom già da giovane pigiava sui tasti di un Commodore 64 trascrivendo codici Basic dai libri, pagina dopo pagina. Sovente, si trovava poi a dover constatare che in quel miscuglio di simboli c'era un errore e il programma non funzionava affatto! Nonostante ciò, oggi egli non riesce più a immaginare una vita senza computer.

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