Un contributo del nostro ospite, avvocato Martin Steiger

Il 1° agosto 2012 sono entrati in vigore, nel Codice civile tedesco (BGB), nuovi obblighi per il commercio elettronico (E-commerce). Tali nuovi obblighi contemplano, fra l’altro, anche la cosiddetta “soluzione Button”, cosicché sovente, riferendosi a questa normativa, si è parlato di «Legge Button».

La «soluzione Button prevede che, per stipulare validamente un contratto con i consumatori nell’ambito dell’e-commerce, è necessaria una conferma di pagamento esplicita. Con questa conferma, rilasciata attivando il tasto o pulsante d’ordinazione, il consumatore deve impegnarsi al pagamento della sua ordinazione. I consumatori dovrebbero così essere meglio tutelati in Internet riguardo ai “trabocchetti” che comportano la stipulazione di abbonamento o altre ricadute di costi..

La «solutione button» in Germania
Le nuove prescrizioni obbligano gli offerenti E-commerce a mettere a disposizione del consumatore – in forma chiara, comprensibile e ben evidenziata – le informazioni inerenti l’ordinazione, ad esempio il prezzo complessivo. Tali informazioni devono essere esposte immediatamente prima della conferma dell’ordine da parte del consumatore. La panoramica dell’ordine deve essere allestita in modo tale che il consumatore in esame confermi esplicitamente che egli, sulla base del proprio ordine, assume l’impegno di effettuare un pagamento. Se l’ordinazione è completata attivando un tasto o un pulsante, tale tasto deve essere munito di una didascalia che contempli unicamente la dicitura «zahlungspflichtig bestellen» (ordinare con obbligo di pagamento) o una formulazione analoga. Il consumatore deve essere informato in maniera chiara e inequivocabile sulle ricadute a livello di costi della sua ordinazione.

Secondo la motivazione ufficiale alla base della «soluzione Button», le diciture «kaufen» (Acquistare), «kostenpflichtig bestellen» (Ordinare con obbligo di pagamento) e «zahlungspflichtigen Vertrag schliessen» (Stipulare un contratto con obbligo di pagamento) sono da ritenere equivalenti. Nelle piattaforme dedicate alle aste, sono parimenti considerate equivalenti le diciture «Gebot abgeben» (Inserire un’offerta) e «Gebot bestätigen» (Confermare l’offerta).

Per contro, a titolo esemplificativo, non sono considerate equivalenti le diciture «abschliessen» (Terminare), «anmelden» (Registrarsi), «bestellen» (Ordinare), «Bestellung abgeben» (Inserire ordine) e «weiter» (Avanti).

La didascalia del tasto deve essere ben leggibile con una risoluzione usuale dello schermo: sono indispensabili caratteri di dimensioni leggibili ed è vietata l’impiego di colori con scarso effetto di contrasto. Non devono parimenti esserci elementi grafici che distolgono l’attenzione dal testo. Con “Button” non si intende unicamente un pulsante nel senso stretto del termine: la «soluzione Button» si applica anche agli altri strumenti operativi che servono per impartire un ordine, ad esempio i link web e le caselle di spunta nei campi elenco. La soluzione «Button» concerne tutti i tipi di E-commerce indirizzati ai consumatori. La medesima non si applica soltanto ai siti web ma, ad esempio, anche alle App.

La solutione button tedesca e le sue conseguente per gli offerenti e-commerce svizzeri

«Solutione button» anche in Svizzera?
Finora in Svizzera non esiste nessuna «soluzione Button» e le nuove prescrizioni tedesche, in quanto diritto straniero, non si applicano agli offerenti E-commerce in Svizzera. Costituiscono tuttavia un’eccezione gli offerenti E-commerce svizzeri le cui offerte sono rivolte (anche) ai consumatori tedeschi poiché alle medesime è applicabile il diritto germanico.

In futuro, uno shop online svizzero che si rivolge ai consumatori tedeschi, oltre ad attenersi alle prescrizioni tedeschi già in vigore, quali ad es. l’obbligo di pubblicazione di colophon, il diritto di revoca e i doveri d’informazione, dovrà anche mettere in pratica la soluzione «Button». Non è possibile escludere l’applicabilità del diritto germanico o del foro giudiziario germanico nell’ambito delle condizioni generali (CG) a scapito dei consumatori.

La soluzione «Button» è problematica per gli shop online in Svizzera che non si rivolgono intenzionalmente ai consumatori tedeschi. In singoli casi si tratterà di valutare se lo shop ha o meno tale orientamento. Motivi a sostegno della presenza di tale intento sono, ad esempio, la possibilità di fornitura in Germania, l’indicazione dei prezzi in euro o la pubblicità online in Germania. Motivi a sostegno dell’assenza sono invece, ad esempio, la proposta di offerte che non possono essere utilizzate in alcun modo in Germania oppure la rinuncia costante all’e-commerce con i consumatori tedeschi. In quest’ultima eventualità dovrebbe essere apposta un’avvertenza specifica e non devono mai essere effettuate forniture destinate alla Germania.

Conseguenze giuridiche e valutazione nell’ottica della Svizzera

Gli offerenti E-commerce svizzeri che si rivolgono ai consumatori tedeschi, o per i quali è riconosciuta la presenza di tale intento, dovrebbero aver già adottato la soluzione «Button» entro il 3 luglio 2012. La maggior sicurezza giuridica è offerta dalla didascalia recante la dicitura «zahlungspflichtig bestellen» (Ordinare con obbligo di pagamento). L’attuazione pratica è comparativamente semplice e impedisce l’insorgere di conseguenze giuridiche indesiderate: gli offerenti E-commerce sprovvisti della soluzione «Button» potranno infatti essere diffidati e vedersi accollare delle spese e i contratti con i consumatori che impartiscono gli ordini non saranno giuridicamente efficaci.

Se la fattispecie non è chiara, oppure se sussistono dubbi, è consigliabile rivolgersi a un esperto, ad esempio a un avvocato.

La «solutione button» tedesca e le sue conseguente per gli offerenti e-commerce svizzeri

Martin Steiger

Martin Steiger è un avvocato libero professionista. Si concentra sugli aspetti legali in ambito digitale con particolare attenzione al diritto informatico, della proprietà immateriale e dei mezzi di comunicazione. Nel tempo libero Martin Steiger si impegna a favore della Digitalen Gesellschaft (Svizzera) e fa parte del comitato direttivo di TEDxZurich.

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