Circa nove anni orsono, quando i tre amici Markus Gebert, Sandro Bertschinger e Claudius Röllin decisero di cimentarsi nell’hosting business, nessuno dei tre era consapevole del fatto di aver così posato la prima pietra di un’azienda che, con 120’000 siti web e 130’000 domini, si annovera oggi fra gli hosting provider leader in Svizzera.

È ovvio che con la crescita e il continuo numero crescente di collaboratori sia andato perso qualcosa di quella nota personale che ancora regnava, perlomeno verso l’esterno, nel 2001.

È senz’altro dunque giunto il momento per un “back to the roots” e, con il nuovo blog di Hostpoint, di svelare qualcosa in più sull’azienda, ma ancor più sulle persone che la animano. Infine, oltre ai tre fondatori, vi sono anche circa 30 collaboratori che giorno dopo giorno investono parte della loro vita per migliorare correntemente Hostpoint.

No marketing, intuizioni reali
Abbiamo deciso che il blog non dovrà assolutamente essere un blog a scopo di marketing. Il nostro intento consiste piuttosto nel fornirvi in futuro una visione reale della nostra attività quotidiana, di esporvi i retroscena tecnici di un offerente di hosting e pubblicare contributi specialistici vertenti su tematiche d’attualità che interessano il nostro settore.

Unitamente alle altre persone che mi coadiuveranno nella redazione, mi auguro di dar vita a un blog vivace e, in particolare, confido in uno scambio con voi, lettori e clienti, nella sezione riservata ai commenti. Per domande, consigli e suggerimenti inerenti il blog, siamo volentieri a vostra disposizione: mediante il modulo di contatto o tramite Twitter. Vi preghiamo di voler avere comprensione per il fatto che non sarà possibile rispondere alle richieste di supporto attraverso il blog, ma esclusivamente attraverso il Support Center.

Ora non mi rimane altro che augurarvi buon divertimento con il nuovo blog di Hostpoint!

Back to the roots…

Thomas Brühwiler

Thomas Brühwiler riveste la carica di Head of Communication presso Hostpoint ed è inoltre responsabile delle attività nel settore Social Media. Tom già da giovane pigiava sui tasti di un Commodore 64 trascrivendo codici Basic dai libri, pagina dopo pagina. Sovente, si trovava poi a dover constatare che in quel miscuglio di simboli c'era un errore e il programma non funzionava affatto! Nonostante ciò, oggi egli non riesce più a immaginare una vita senza computer.

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